LE AVVENTURE DI ABRAMO 2


Dopo qualche anno la Cananea fu colpita da una terribile carestia. Abramo allora pensò: “Chi lascia la via vecchia per la nuova…” ma subito se ne pentì e per non incorrere nelle ire del Signore, costruì, lì per lì, un altare e vi sacrificò un montone che passava da quelle parti. Non è dato sapere se anche il montone era arrivato in quel luogo su ordine del suo Dio, ma è probabile che non abbrustolì cantandone le lodi. Un giorno, Abramo incontrò un Cananeo che era appena tornato dall’Egitto e si dava un sacco di arie dicendo che quello era un posto molto ricco, dove c’era abbondanza di ogni cosa. Questa volta, il discendente di Noè, non aspettò di sentire la voce di Dio, decise di non perdere tempo e di trasferirsi nella terra dei faraoni con la moglie. Era anche curioso di capire se il Dio degli Egizi era lo stesso che gli aveva parlato. In quel caso si riproponeva di chiedergli conto di quella disparità di trattamento. C’era, però, un problema. Correva voce che gli Egizi fossero degli assatanati sesso-dipendenti, Quando vedevano una bella donna diventavano pericolosi e Sarra, la moglie di Abramo, era una donna bellissima. Il patriarca le disse allora:

«Vedi, io so che tu sei una donna avvenente. Quando gli Egizi ti vedranno, penseranno: Quella è sua moglie, e mi uccideranno, mentre lasceranno te in vita. Di' dunque che tu sei mia sorella, perché io sia trattato bene per causa tua e io viva per riguardo a te».

Quando al faraone riferirono della bellezza di Sara, questi volle subito mettere le mani su di lei e la sposò, mentre Abramo, che credevano essere il fratello, fu trattato bene e riempito di doni. Al Dio di Abramo, però, questa cosa non piacque e colpì l’Egitto col virus della peste, da lui creato appositamente per punire i cattivi. Il povero faraone si chiedeva perché mai il suo Dio fosse così adirato con lui che provvedeva sempre ad offrire sacrifici per tenerselo buono. I suoi sacerdoti, che, come tutti i preti, sanno sempre tutto, gli dissero allora che la causa della punizione divina era il suo matrimonio con Sarra. Interpellata dal faraone, la donna confessò di essere la moglie e non la sorella di quell’uomo. Fu allora che il faraone esclamò:

“Ma porca puttana! Non potevi dirmelo subito! Mi sei costata anche una cifra in regali!”

Detto questo, si scusò con Abramo, lo risarcì con altri doni e lo pregò di tornarsene, con sua moglie, da dove era venuto.